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Parco Geominerario della Sardegna - Miniera Montevecchio

MINIERA MONTEVECCHIO
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Una Miniera di Emozioni
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Situata al centro del Mediterraneo, la Sardegna ha la fortuna di concentrare nella sua superficie emersa una storia geologica significativamente eterogenea, per tipi ed età delle rocce emerse. Questo determina il suo paesaggio, estremamente vario al passaggio tra le sub-regioni geografiche, con le conseguenti zonizzazioni di flora e fauna, ma anche con presenze ed azioni antropiche differenziate.  Non a caso, è stato definito “Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna” (P.G.S.A.S.), quello, istituito dallo Stato Italiano tramite il D.M. del 16 ottobre 2001 per forte richiesta e volontà dei cittadini, che primo al mondo nel 1998 fu riconosciuto dall’Unesco come Parco Geominerario, per la sua evidentissima rilevanza mondiale.
A Miniera Montevecchio, tutto il sistema filoniano è di dimensioni mondiali ed il sito può dirsi ad oggi il più completo ed articolato del P.G.S.A.S., tra quelli fruibili in termini turistico-culturali. Qui, nei suoi 143 anni di attività industriale, all'interno di cinque concessioni minerarie denominate Genna Sciria, Piccalinna, Montevecchio I, Montevecchio II, Montevecchio III, dove i cantieri minerari hanno assunto i nomi di S. Antonio, Piccalinna, Sanna, Telle e Casargiu, si è coltivato il più ricco ed imponente fascio filoniano mineralizzato a piombo e zinco di tutta la Sardegna. Assieme alle contigue miniere di Ingurtosu e Gennamari, sono stati estratti minerali per produrre oltre 1.700.000 t di piombo metallo e 1.200.000 t di zinco metallo, oltre ad argento, bismuto, antimonio, rame, cadmio e germanio. Un sito dove il personale contemporaneamente assunto ha superato le 2.200 persone per lunghi periodi, senza quindi considerare gli occupati dell’indotto.
L’area di questo sito minerario, due grandi vallate ed un paese principale posto sul valico che le separa, mostra oggi la natura che si riappropria dei suoi spazi, inglobando i fabbricati e ricoprendo le discariche con rigogliosi boschi, regno del diffuso “cervo sardo”, oltre che di tante altre specie animali. Le emergenze di archeologia industriale, realizzate in un’epopea durata quasi 150 anni, son in parte state mantenute e musealizzate, per essere “memoria materiale ed immateriale” fruibile per tutti, occasione di esperienze al di fuori dell’ordinario, come la visita nel sottosuolo dove avveniva l’estrazione mineraria. Non è un caso che tante migliaia di persone, di ogni età e provenienza geografica mondiale, ci raggiungano ogni anno a Miniera Montevecchio, per scoprire tutti quei contenuti i Geologici e Minerari, Storici e Ambientali, che il “Parco G.S.A. della Sardegna” rappresenta e tutela.

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